Descrizione ed obiettivi

Ho deliberatamente scelto di giocare sui campi semantici caratterizzanti queste due parole, apparentemente agli antipodi, perché credo che, se si individuano determinate sfumature, possano risultare compatibili; ritengo infatti che entrambi gli aggettivi riflettano gli obiettivi programmatici e valoriali di questo blog: da un lato il desiderio di incentivare e di valorizzare la contaminazione, nel senso di commistione, pluralismo e molteplicità, di idee, pensieri e competenze: sono infatti dell’opinione che il confronto possa impreziosire le proprie posizioni e, talvolta, persino indurne un mutamento radicale; dall’altro, l’impegno a rendere questo blog uno spazio incontaminato, cioè puro, quindi libero, perché è esattamente tramite la libertà che si esaltano l’eteromorfismo e l’interazione. È proprio in ossequio a questi principi che ho scelto di rendere partecipi di questo progetto anche altre persone, non certo badando all’affinità delle loro posizioni, bensì selezionandole in base all’incommensurabile stima che nutro nei confronti di ciascuno di loro. A queste persone garantisco una libertà di espressione illimitata, formale tanto quanto sostanziale, che sfocia anche nel diritto (ci mancherebbe altro!) di non esprimersi per nulla: infatti, ritengo che soltanto prendendo le mosse dalla spontaneità e dalla naturalezza si sia in grado di apportare dei contributi di tangibile rilievo, che possano arricchire la comunità.

martedì 27 febbraio 2024

Àncora

E come faccio a spiegare a chi non lo sa che io la luce la riesco a trovare solo nel buio più totale? 

Perché quando tutto sembra tramontare e il mondo lì lì per cascarmi addosso ad un certo punto sento una forza dentro di me che mi irradia completamente.

Un cero che si accende e che indica la sterminata via ancora lunga e tortuosa.

Perché dove c'è stata la morte ora c'è un campo di fiori. 

martedì 20 febbraio 2024

Lettera d'amore

Uomo piccolo e squallido, figlio di un ripensamento, cresciuto per pietà.

Rifiuto delle viscere di una cagna.                Degno sigillo di una catena di errori.

Rappresentate autorevole della meschinità umana.

Così odioso che al tuo parlare anche i sordi si tappano le orecchie. 

Così ripugnante che i muti ritrovano il verbo solo per ingiuriarti e i ciechi si cavano gli occhi per non rischiare di vederti.

Tu sei il simbolo d'eccellenza dell'ignominia del mondo e a te dedico questo encomio. 

giovedì 15 febbraio 2024

Coscienza di classe

Ormai si abituano a tutto, stupri, guerre, omicidi, femminicidi, violenze, abusi, droghe, ne sentono così tante, sono talmente saturi che ogni volta che ascoltano una notizia drammatica, dopo qualche secondo di contrita compassione, tornano alle loro occupazioni, al loro piccolo, fragile ecosistema, che credono perfetto, alla loro misera vita, che credono al riparo da certe devianze (anche se per alcuni di loro le devianze sono altre).

La loro società è profondamente, radicalmente, frammentata e non c’è spazio per alcuna forma di coscienza di classe, nella concezione più sociale del termine, perché non contemplano alcuna prospettiva cooperativista, sepolta com'è da cumuli di istanze individualiste. È in questo modo che creano terreno fertile perché certe storture, certi paradigmi tossici, si consolidino e continuino ad imperversare indisturbati, nel silenzio ammiccante delle istituzioni.

Rappresentazione plastica del loro contesto sociale, estremamente sfilacciato, è il dibattito politico attuale, che, anziché evidenziare, vagliare e contrastare certi schemi mentali, anzitutto culturali, si appropria dei casi di cronaca in chiave esclusivamente propagandista, isolando il carnefice dalla vittima e passandolo al setaccio, nel tentativo di evidenziare elementi collaterali come la provenienza, lo status politico-sociale, la religione professata, atti a foraggiare le arcinote idee populiste: a loro piace sentirsi dire che sono migliori degli altri perché italiani, perché cattolici, perché eterosessuali, li strappa dalla loro atavica mediocrità.

Chi mi conosce lo sa: sono profondamente nauseato da queste e da altre dinamiche, che ogni giorno prendono sempre più piede nel mondo in cui viviamo (purtroppo non è un problema soltanto italiano) e so che anche molte di voi lettrici lo siete, ma non dobbiamo lasciare che il nostro disgusto si tramuti in inerzia, in impotenza, spetta a noi giovani scuotere il mondo, perché a “loro”, evidentemente, va bene così, e per farlo dobbiamo riscoprire il significato, la dirompenza trascinante, dell’associazione, dell’unione, della cooperazione, dell’attivismo, non basta che ognuno faccia qualcosa per conto proprio, dobbiamo prenderli di petto, mano nella mano, con la forza delle voci, con la forza delle idee, con la forza della solidarietà.

martedì 13 febbraio 2024

Domenica sera

Una finestra con le tende tirate. 

La luce traspare, dorata nella notte.

E chissà che mondo si cela dietro di essa. Quale vita è che storia ha da raccontare.

E mi piace pensare che dietro si nasconda una persona che ha tutto un mare di idee e fantasie che si accavallano l'un l'altra è che ella con la propria immaginazione se le proietti sul muro in modo da poterle vedere meglio, capire, riordinare. 

E allora mi figuro questa persona non darsi pace e perdersi in un turbinio di immagini ambiziose e colorate, alla ricerca di una risposta, sperando di trovarvi il proprio destino. 

E ad un certo punto la luce si spegne ed ella va a dormire, che domani è lunedì. 


giovedì 8 febbraio 2024

Vite artefatte

 La morale, l’etica, gli ideali, le convinzioni, la virtù, il talento, la vita stessa…Tutto indiscriminatamente relativo, discrezionale, labile e conseguentemente destituito della pregnanza originaria, perché è vero che ognuno di noi è diverso, ma è anche vero che siamo legati alla stessa matrice, ché se neghiamo la nostra natura univoca, perdiamo ogni collante, ci strappiamo alla nostra stessa specie.

L’apparenza regna sovrana perché nessuno è in grado di guardare oltre e allora tanto vale fingere finché non si dimentica di star fingendo, finché non diventa la normalità, finché non si crede alla simulazione a tal punto che ci si aliena dalla realtà.

Poi all’improvviso ti svegli che ti ritrovi catapultato dietro le quinte e capisci che nulla è autentico, che tutti interpretano un ruolo, che sei diventato un pallido simulacro di te stesso e continui placidamente a recitare, calcando meccanicamente il palco dell’esistenza assieme ad altre asettiche parvenze.

È così terribile, non siamo altro che monadi a se stanti che si illudono di volersi bene per sentirsi meno sole e che sono disposte a tutto pur di essere accettate, che calpestano la propria essenza sull’altare di un’elusiva illusione, ma che non lasciano altro che un effimero sospiro stentato.

 

martedì 6 febbraio 2024

Atarassia

Ci sono dei mondi fatati inaccessibili. Dove solo i più coraggiosi e buoni di cuore hanno la possibilità di entrare. 

Quei mondi così magici che pensi che non esistano, eppure per quanto remoti e nascosti ci sono. E in realtà tutti per pochi istanti ci abbiamo infilato almeno la punta del naso e ne abbiamo odorato un poco della loro stupefacente aria. 

Sono quei piccoli momenti di serenità assoluta. Quei fugaci secondi in cui è tutto così perfetto che vorresti fermare il mondo. In cui smetti di sognare per poco, perché non ne hai bisogno. Che belli che sono quei momenti. Così belli che, anche se non ti ricorderai di loro, te li porterai sempre nel cuore.

Quei momenti di ubriacatura di vita. Quando il domani non fa piú paura e oggi sei più forte di un temporale.



Folgore

 Si torna sempre lì, a desiderare mondi che non ci sono più.  A interrogarci se davvero facciamo parte di ciò che ci circonda. Come sarebbe ...