Descrizione ed obiettivi

Ho deliberatamente scelto di giocare sui campi semantici caratterizzanti queste due parole, apparentemente agli antipodi, perché credo che, se si individuano determinate sfumature, possano risultare compatibili; ritengo infatti che entrambi gli aggettivi riflettano gli obiettivi programmatici e valoriali di questo blog: da un lato il desiderio di incentivare e di valorizzare la contaminazione, nel senso di commistione, pluralismo e molteplicità, di idee, pensieri e competenze: sono infatti dell’opinione che il confronto possa impreziosire le proprie posizioni e, talvolta, persino indurne un mutamento radicale; dall’altro, l’impegno a rendere questo blog uno spazio incontaminato, cioè puro, quindi libero, perché è esattamente tramite la libertà che si esaltano l’eteromorfismo e l’interazione. È proprio in ossequio a questi principi che ho scelto di rendere partecipi di questo progetto anche altre persone, non certo badando all’affinità delle loro posizioni, bensì selezionandole in base all’incommensurabile stima che nutro nei confronti di ciascuno di loro. A queste persone garantisco una libertà di espressione illimitata, formale tanto quanto sostanziale, che sfocia anche nel diritto (ci mancherebbe altro!) di non esprimersi per nulla: infatti, ritengo che soltanto prendendo le mosse dalla spontaneità e dalla naturalezza si sia in grado di apportare dei contributi di tangibile rilievo, che possano arricchire la comunità.

martedì 30 gennaio 2024

Chiocciola

Finalmente ho capito. 

Tutto questo scervellarmi lo devo al fatto che ora sono pronto per qualcosa di nuovo.

Il nido che mi sono costruito è ancora una volta troppo piccolo.

Fuori mi aspettano grandi cose.

Ho bisogno di una nuova dimensione. Qualcosa con cui confrontarmi, qualcosa da cui essere messo alla prova, impaurito, schiacciato.

Sento che dove sono ora non c'è più niente per me.

Ma prima devo capire cosa sono disposto a sacrificare. Quale parte di me perderò questa volta.

Devo capire quale sarà il mio obiettivo.

Ma è solo questione di tempo che scoprirò il mio nuovo nome e allora sarò pronto per il mio viaggio. 

giovedì 25 gennaio 2024

Inventiva di un presuntuoso psicotico

Sapete, in certi momenti, quando ritengo che un gesto altrui svilisca il mio ego, sarei in 
grado di rinnegare anche la più profonda delle amicizie, il più intenso degli amori. Ho voluto scrivere i pensieri che attraversavano la mia mente in uno di questi momenti per ricordare, anzitutto a me stesso, quanto possa essere razionale l’irragionevolezza…



Contemplate la mediocrità di chi, inconsapevole dei propri evidenti limiti, cerca di avvinghiarsi a coloro che gli sono superiori, finendo per scimmiottarli e, non pago, si prende beffe della loro attitudine, incomprensibile ad un inetto del genere, mentre freme per esibire le sue indegne - presunte - qualità.

Esalta, l’ingrato, la propria ignoranza, si crogiola nella sua inadeguatezza, totalmente avulso da qualsiasi forma di nobiltà, da qualsiasi vezzo umanistico. 

L’amicizia per lui è sfruttamento, àncora cui aggrapparsi quando si acuisce la sua endemica inconsistenza, 
che scambia per malessere. 

Malessere? Soltanto associare questa parola così pregna di 
significato a quell’inetto mi sconforta. Il malessere è percezione, consapevolezza della 
propria condizione, non un mero artifizio atto ad illudersi di disporre di una parvenza di profondità.

E sentitelo, atteggiarsi come un intellettuale mentre snocciola quelle poche parole erudite che è riuscito ad assorbire dalle sue illustre predi, totalmente incapace di elevarsi, ma così tremendamente tronfio, nella propria ostentata mediocrità.

martedì 23 gennaio 2024

Smarrimento

Pur sforzandomi di tenermi stretta la gioia trovo un ingiustificabile senso di liberazione nel mio dolore.

Ho l'impressione che questa sia l'unica lingua che riesco a capire, interpretare, a parlare.

Sento che in fin dei conti sia qui che io riesco a riassumere me stesso.

Allo stesso modo non posso negare che quello che vivo non è un dolore genuino, una tristezza fine a se stessa.

Non penso di essere veramente in grado di spiegare quello che sento. Ed anche se ci provassi credo che nessuno capirebbe veramente.

Ma se dovessi provarci, descriverei il mio umore come una di quelle melodie dolci, lente. 

Una di quelle suonate al pianoforte. 

Una melodia che ti strappa un sorriso amaro. 

Una di quelle da cui ti fai trasportare come sul letto di un fiume.

Una melodia che risale nell'aria e che con se porta un velo di malinconica allegria. 

domenica 21 gennaio 2024

Effetto Kappa

Credo che la sensazioni più affascinante ch'io abbia mai vissuto sia stata  quella inspiegabile consapevolezza che rarissime volte mi ha permesso di cogliere l'unicità del momento di vita che mi scorevva davanti.

In quegli istanti sento il peso di ogni singolo secondo.

È come se ogni immagine rimanesse ferma, come una fotografia e nel petto qualcosa mi opprimesse. 

Mi si forma un nodo in gola e respiro profondamente e piano. 

Percepisco il movimento del mio cuore, un battito alla volta e nelle orecchie rimbomba solo quel suono.

Ogni singola entità, persona, cosa viene privata del suo significato, il tutto assume un valore unico e assoluto che sovrasta tutti gli altri.

È tutto così veloce ma quasi mi sembra di viverlo per l'eternità. 

E in quei momenti mi chiedo se non sia lì a celarsi l'essenza della vita, se non sia questo il suo vero significato, il suo fine ultimo. 

Perché in questi momenti non esiste nulla e allo stesso modo tutto quanto vive.

Perché tutto è così lontano eppure sento di essere completamente immerso in quello che mi circonda.                                                 

Perché ogni cosa è così fine a se stessa ma allo stesso modo priva di significato senza tutte le altre.

E il peso di questi momenti mi si imprime addosso ed anche quando me ne sarò scordato, so che questi continueranno ad accompagnarmi per tutta la vita. 

Folgore

 Si torna sempre lì, a desiderare mondi che non ci sono più.  A interrogarci se davvero facciamo parte di ciò che ci circonda. Come sarebbe ...