Descrizione ed obiettivi

Ho deliberatamente scelto di giocare sui campi semantici caratterizzanti queste due parole, apparentemente agli antipodi, perché credo che, se si individuano determinate sfumature, possano risultare compatibili; ritengo infatti che entrambi gli aggettivi riflettano gli obiettivi programmatici e valoriali di questo blog: da un lato il desiderio di incentivare e di valorizzare la contaminazione, nel senso di commistione, pluralismo e molteplicità, di idee, pensieri e competenze: sono infatti dell’opinione che il confronto possa impreziosire le proprie posizioni e, talvolta, persino indurne un mutamento radicale; dall’altro, l’impegno a rendere questo blog uno spazio incontaminato, cioè puro, quindi libero, perché è esattamente tramite la libertà che si esaltano l’eteromorfismo e l’interazione. È proprio in ossequio a questi principi che ho scelto di rendere partecipi di questo progetto anche altre persone, non certo badando all’affinità delle loro posizioni, bensì selezionandole in base all’incommensurabile stima che nutro nei confronti di ciascuno di loro. A queste persone garantisco una libertà di espressione illimitata, formale tanto quanto sostanziale, che sfocia anche nel diritto (ci mancherebbe altro!) di non esprimersi per nulla: infatti, ritengo che soltanto prendendo le mosse dalla spontaneità e dalla naturalezza si sia in grado di apportare dei contributi di tangibile rilievo, che possano arricchire la comunità.

martedì 23 gennaio 2024

Smarrimento

Pur sforzandomi di tenermi stretta la gioia trovo un ingiustificabile senso di liberazione nel mio dolore.

Ho l'impressione che questa sia l'unica lingua che riesco a capire, interpretare, a parlare.

Sento che in fin dei conti sia qui che io riesco a riassumere me stesso.

Allo stesso modo non posso negare che quello che vivo non è un dolore genuino, una tristezza fine a se stessa.

Non penso di essere veramente in grado di spiegare quello che sento. Ed anche se ci provassi credo che nessuno capirebbe veramente.

Ma se dovessi provarci, descriverei il mio umore come una di quelle melodie dolci, lente. 

Una di quelle suonate al pianoforte. 

Una melodia che ti strappa un sorriso amaro. 

Una di quelle da cui ti fai trasportare come sul letto di un fiume.

Una melodia che risale nell'aria e che con se porta un velo di malinconica allegria. 

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