Agosto ti sei già dissipato nel nulla, di nuovo, come ogni anno.
Sono un po' amareggiato. Mi ero quasi dimenticato di onorare questo passaggio.
Ho rischiato di non salutarti Agosto!
Eppure, ancora una volta, eccoci qui mentre mi volti le spalle. È già qualche giorno che si sente nell'aria quella magia. È intrisa di quell'antico profumo che racconta il leggero sospiro che accompagna la vita a riposo. Equilibrio tra vita e morte. Si mescolano così bene inizio e fine che non riesco più a distinguerne le sfumature.
Non so perché tutto questo mi renda felice, nel profondo del cuore, mi porti serenità.
Ma al contempo è come se venissi privato di una parte vitale di me, di linfa , di una gemma preziosissima. Sono così malinconico. Abbandono, mi sembra, una frazione del mio Io, per sempre destinata a perdersi nel respiro e nella memoria di quelle sensazioni che l'hanno accompagnata.
Finisce come ogni anno un'era che forse, in realtà, non è durata che pochi giorni.
Mi abbandoni qui, Agosto; ma sai di lasciarmi in buone mani. Sai anche che il tuo profumo si è perso già da tempo, mischiandosi con quello che verrà a sostituirti, col futuro. Ma puoi star sereno perché di te c'è ancora l'impressione.
Agosto sei bello perché raramente sei perfetto ma sempre sei memorabile.
Agosto ti voglio bene dacché della fugacità hai fatto la tua essenza.
Duri sempre meno di quello che prometti e te n'eri già scappato via quando il calendario aveva ancora il tuo nome in bocca . Ogni tanto sembrerà che tu sia tornato, ma ti starai solo prendendo gioco di me, sarà una dolce illusione.
Arrivederci Agosto. Mi troverai qui la prossima volta che vorrai raccontarmi una storia, la nostra storia.
Fa buon viaggio, a presto.