Uomo piccolo e squallido, figlio di un ripensamento, cresciuto per pietà.
Rifiuto delle viscere di una cagna. Degno sigillo di una catena di errori.
Rappresentate autorevole della meschinità umana.
Così odioso che al tuo parlare anche i sordi si tappano le orecchie.
Così ripugnante che i muti ritrovano il verbo solo per ingiuriarti e i ciechi si cavano gli occhi per non rischiare di vederti.
Tu sei il simbolo d'eccellenza dell'ignominia del mondo e a te dedico questo encomio.
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