Descrizione ed obiettivi

Ho deliberatamente scelto di giocare sui campi semantici caratterizzanti queste due parole, apparentemente agli antipodi, perché credo che, se si individuano determinate sfumature, possano risultare compatibili; ritengo infatti che entrambi gli aggettivi riflettano gli obiettivi programmatici e valoriali di questo blog: da un lato il desiderio di incentivare e di valorizzare la contaminazione, nel senso di commistione, pluralismo e molteplicità, di idee, pensieri e competenze: sono infatti dell’opinione che il confronto possa impreziosire le proprie posizioni e, talvolta, persino indurne un mutamento radicale; dall’altro, l’impegno a rendere questo blog uno spazio incontaminato, cioè puro, quindi libero, perché è esattamente tramite la libertà che si esaltano l’eteromorfismo e l’interazione. È proprio in ossequio a questi principi che ho scelto di rendere partecipi di questo progetto anche altre persone, non certo badando all’affinità delle loro posizioni, bensì selezionandole in base all’incommensurabile stima che nutro nei confronti di ciascuno di loro. A queste persone garantisco una libertà di espressione illimitata, formale tanto quanto sostanziale, che sfocia anche nel diritto (ci mancherebbe altro!) di non esprimersi per nulla: infatti, ritengo che soltanto prendendo le mosse dalla spontaneità e dalla naturalezza si sia in grado di apportare dei contributi di tangibile rilievo, che possano arricchire la comunità.

domenica 10 dicembre 2023

Metamorfosi

Saranno giuste le domande che mi pongo? Ed io, che sono giorni che non mi riconosco più in quel che mi raccontavo di essere, ho così paura che sia tutta stata finzione. 

E quella calma di cui mi ero illuso era solo il preludio di nuovi tormenti? O forse una parte di me è definitivamente morta, non è più di troppo, e semplicemente io non riesco a credere alla realtà al punto da non riconoscere che colui che mi è di fronte allo specchio son sempre io?

È davvero così difficile accettare di essere migliorati? Sono forse necessarie questa ritrosia, diffidenza, incredulità rispetto al fatto di essere, oggi, più capaci di ieri? È forse questa l'agognata consapevolezza: riconoscere di essere stati così limitati prima? E soprattutto, mi abituerò mai al cambiamento? Troverò mai la forza di darmi i giusti meriti, svincolandomi dal peso del pregiudizio che nutro verso me stesso?

Sono forse destinato a tornare quello di prima perché troppo abituato alla mia mediocrità?

Per certo so di temere le risposte.


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