Descrizione ed obiettivi

Ho deliberatamente scelto di giocare sui campi semantici caratterizzanti queste due parole, apparentemente agli antipodi, perché credo che, se si individuano determinate sfumature, possano risultare compatibili; ritengo infatti che entrambi gli aggettivi riflettano gli obiettivi programmatici e valoriali di questo blog: da un lato il desiderio di incentivare e di valorizzare la contaminazione, nel senso di commistione, pluralismo e molteplicità, di idee, pensieri e competenze: sono infatti dell’opinione che il confronto possa impreziosire le proprie posizioni e, talvolta, persino indurne un mutamento radicale; dall’altro, l’impegno a rendere questo blog uno spazio incontaminato, cioè puro, quindi libero, perché è esattamente tramite la libertà che si esaltano l’eteromorfismo e l’interazione. È proprio in ossequio a questi principi che ho scelto di rendere partecipi di questo progetto anche altre persone, non certo badando all’affinità delle loro posizioni, bensì selezionandole in base all’incommensurabile stima che nutro nei confronti di ciascuno di loro. A queste persone garantisco una libertà di espressione illimitata, formale tanto quanto sostanziale, che sfocia anche nel diritto (ci mancherebbe altro!) di non esprimersi per nulla: infatti, ritengo che soltanto prendendo le mosse dalla spontaneità e dalla naturalezza si sia in grado di apportare dei contributi di tangibile rilievo, che possano arricchire la comunità.

venerdì 22 dicembre 2023

La stanza dei fantasmi

È l’una di notte, finora ti sei sforzato di prolungare il più possibile le tue attività, ma ti arrendi alla necessità di fare i conti con le tue ossessioni, spegni la luce e ti adagi sul letto, sforzandoti di illuderti che stanotte non sarà come le altre, che finalmente avrai pace.

Il respiro si fa sempre più affannoso e pesante, senti il cuore martellare nel petto, improvvisamente ogni movimento diviene estremamente faticoso, ti irrigidisci, sei come paralizzato, cominci a sudare copiosamente, è buio ma sei certo che, anche con la più accesa delle luci, non vedresti nulla, tanto sei avvinto dai tuoi fantasmi.

Nel frattempo, ingaggi una furiosa lotta con te stesso per non chiudere le palpebre, perché potresti non riaprirle più, perché, se deve accadere, devi esserci, devi essere vigile, devi quantomeno essere consapevole del momento in cui la vita fugge dalle tue viscere, del momento in cui cessi di esistere.

Questa lucida sofferenza ti attanaglia per ore, o almeno così ti sembra, a volte ti rapisce fino al mattino, altre volte cede il passo alle tue fisiologiche esigenze, altre ancora sei talmente slavato che ti costringi ad assumere qualsiasi sostanza utile ad alterare le tue percezioni, crogiolandoti nella tua endemica impotenza.

Sapete, ho vissuto talmente tante volte questa dinamica, mi sono sentito talmente tante volte in fin di vita, che ormai mi ci sono abituato, vivo asetticamente la quotidianità diurna, consapevole che la notte ingaggerò l’ennesima battaglia con i miei demoni, finché non sarò troppo stanco per combatterla, finché non mi adagerò con un sospiro all’ineluttabilità del destino.

Nessun commento:

Posta un commento

Folgore

 Si torna sempre lì, a desiderare mondi che non ci sono più.  A interrogarci se davvero facciamo parte di ciò che ci circonda. Come sarebbe ...