La disarmante incapacità delle persone di rendersi conto di ciò che le circonda. L'inspiegabile disattenzione nel comprendere ed amare le cose che si hanno. Perché l'uomo impara la lezione solo quando le cose le ha perse.
Uno di quei disegni divini insoluti e indecifrabili.
Quelle cose che non hanno risposta.
E allora quale è il senso di quell'affaccendarsi umano, se ogni volta è per imparare una lezione che lascia solo l'amaro in bocca?
Perché non godere veramente e genuinamente di quello che si ha?
Perché non trattare con decoro e gaudio le persone che ci circondano, fintanto che queste sono lì ad arricchire le nostre vite.
Quale è il senso di rimpiangerle e basta?
E quella parola e quel gesto d'amore imponenti massi, così difficili da spostare.
Che nome ha questo insulso sentimento di impotenza di fronte al bello?
Quale oscura forza ci trattiene dal fare quelle piccole, piccolissime carezze che aprirebbero il cuore delle persone? Quali conseguenze possiamo mai temere in un gesto d'amore?
Eppure, mio malgrado, io non sono da meno. Spero di avere la forza di scacciare la paura, quando non sarà troppo tardi.
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