A questo punto comincio a pensare che questo sia soltanto un grande limite e neanche più un pregio.
L'arte dell'incomunicabilità.
Non mi capisco nemmeno più da solo.
Sono un marziano, unico nella mia specie e non c'è da farne un vanto.
La mia ostinata ribellione alla mediocrità si è trasformata in un'accettazione della stessa, nel metterla in pratica.
Sono un essere piccolo e meschino come tutti gli altri che ha la pretesa d'essere migliore, di distinguermi.
E, invece, anche se con strade diverse arrivo sempre allo stesso punto.
Passa il tempo e mi sembra di non cambiare mai.
L'unica differenza è che ora ho a disposione molte più soluzioni di prima e questo rende lampanti tutti i miei limiti nel momento in cui, ancora una volta, mi dimostro incapace di utilizzarli.
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